Il Comitato Tecnico Scientifico di Proteo Roma e Lazio desidera esprimere alcune considerazioni in merito a quanto sta accadendo a seguito dell’iniziativa del movimento giovanile di Fratelli d’Italia che ha lanciato un sondaggio indirizzato a studenti e studentesse nel quale si chiede “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti”.
Si tratta di una iniziativa grave, pericolosa e per questo preoccupante, che lede l’ordinamento costituzionale in materia di libertà di espressione e di insegnamento.
Ancora più grave, se possibile, è quanto pubblicato da un quotidiano nazionale e rilanciato dal sito di Fratelli d’Italia con un post (https://www.facebook.com/share/p/18471bQCU3/) nel quale viene riportato (ovviamente senza fonti) quanto risposto al sondaggio da parte di uno studente (ovviamente anonimo), il quale denuncia l’operato di un docente che – da quanto emergerebbe dalla testimonianza – avrebbe stracciato una foto della Presidente del Consiglio e dileggiato lo studente in questione.
Tale riscontro, secondo quanto si legge nel post, evidenzierebbe che tali «testimonianze raccolte dal questionario promosso da Azione Studentesca sono di una gravità inaudita», poiché dimostrano «un clima di intolleranza ancora più allarmante perché prende forma nei luoghi che dovrebbero educare al confronto e al rispetto». Pertanto, chiosa il post, «il problema non è il questionario, come qualcuno a sinistra vorrebbe far credere, ma l’uso della cattedra per fare propaganda e discriminare chi non è allineato. La scuola deve formare cittadini liberi, la faziosità resti fuori dalle aule».
Al di là del fatto che, in assenza di riscontri, è impossibile dimostrare quanto viene presentato come dimostrato – tenendo anche in conto che la scuola, in quanto spazio pubblico e bene comune, è, per antonomasia, un luogo politico (in riferimento alla polis greca e alla dialettica che ha dato forma alla democrazia, come ci ha insegnato Hannah Arendt) e che è paradossale lo scarso valore attribuito alla politica proprio da chi fa della politica una professione – ci preme qui sottolineare uno dei principi cardine del vivere democratico e di ciò che è alla base dell’ordinamento costituzionale. L’esistenza di leggi e di norme che regolano la vita comunitaria e la convivenza civile, così come la presenza di istituzioni e di figure che presiedono al loro rispetto. Si tratta di un principio cardine perché è nato per scongiurare pratiche inique, come quella della delazione, che sono invece in uso nelle dittature e che in Italia lo sono state durante il Fascismo. Fascismo che, e non a caso, la nostra giurisdizione ha dichiarato fuori dalla Legge (XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana, attuata con la Legge 20 giugno 1952, n. 645.
Venendo allo specifico del sondaggio e del post di FdI, nel caso tutto da verificare di un comportamento del professore come quello descritto dallo studente – ovviamente nell’eventualità della sua veridicità da stigmatizzare senza alcun indugio – si fa presente che questo evento (che, peraltro, ha probabilmente riguardato un minorenne) avrebbe dovuto essere segnalato dallo studente alla famiglia, o a un altro docente o a una/o delle/dei referenti di plesso, e da questa/i al Dirigente Scolastico. Appuratane da parte del Dirigente l’autenticità e la gravità, avrebbe dovuto essere segnalata al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per le opportune procedure, tra le quali l’invio di ispettori.
Si ricorda altresì che la scuola, in quanto istituzione dello Stato (vale anche se paritaria, poiché pubblica), ha degli organi di rappresentanza e di garanzia. Tra questi i rappresentanti degli studenti e i rappresentanti dei genitori, entrambi presenti nel Consiglio di Istituto.
Senza porsi domande peregrine (ad esempio: “come mai un fatto sì grave non è emerso e non ha avuto il dovuto decorso”) che aprirebbero a polemiche sterili che non ci interessano, invitiamo gli esponenti di Fratelli d’Italia, partito di Governo che rappresenta oggi con la sua leader la Presidenza del Consiglio, ad avere fiducia nelle leggi vigenti e negli organi istituzionali e li invitiamo altresì a non incoraggiare pratiche che nulla hanno a che vedere con la convivenza democratica di un Paese che, vivaddio, ha sconfitto il Fascismo e tutto ciò che ha comportato, tra cui, come abbiamo già detto, l’ignobile pratica della delazione utilizzata, quella sì, a fini di persecuzione politica.
Per il Comitato Tecnico Scientifico
il Presidente del CTS di Proteo Roma e Lazio
Prof. Fabio Bocci
il Presidente di Proteo Roma e Lazio
Prof. Antonino Titone
