Categorie
Senza categoria

Resoconto Seminario di Formazione: SCUOLA E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE Può la Scuola salvare una vita? E chi salverà la scuola?

Venerdì 30 gennaio, presso l’Auditorium “Carlo Azeglio Ciampi”, Via Santa Maria in Gradi n.4 dell’Università della Tuscia a Viterbo, si è svolto il seminario di formazione “SCUOLA E PREVENZIONE DEL DISAGIO GIOVANILE Può la Scuola salvare una vita? E chi salverà la scuola?”, organizzato da Proteo Fare Sapere Roma e Lazio e da P.A.R.V.A Casa delle Donne.

Il seminario di formazione, partecipata da un centinaio di persone, ha visto la partecipazione sia di Dirigenti e Docenti Scolastici sia la partecipazione degli studenti del corso di “Scienze dell’Educazione” (L-19) dell’Università della Tuscia.

L’incontro, svoltosi in due sessioni, ha previsto i seguenti interventi:

Prima Parte

Saluti della Rettrice dell’UNITUS, Prof.ssa Tiziana Laureti

Apertura dei lavori – motivazioni e finalità del convegno:

  • Dott.ssa Vanda FontanaPresidente di P.A.R.V.A. Casa delle donne. Si è espressa sulle motivazioni e finalità del convegno: Il disagio psicologico che riguarda le nostre e i nostri giovani si esprime fondamentalmente come disagio all’interno delle relazioni interpersonali, a partire da forme socialmente accettabili per arrivare a comportamenti dichiaratamente violenti, autodiretti, eterodiretti o a entrambi. I contesti allargati, in particolare quelli abitati dai giovani, come la scuola, il mondo dello sport, le varie agenzie di socializzazione, sono i luoghi  dove il disagio psicologico si manifesta, non l’origine dello stesso. Le evidenze scientifiche, attenzionate anche dal mondo della Scuola, sostengono che un importante precursore della violenza, che si manifesterà in età adulta, e delle condotte devianti in generale, è il bullismo. Nella pratica quotidiana, come PARVA Casa delle donne, riscontriamo da tempo, nello specifico, che il “bullismo di genere” sia in continuità con la “violenza di genere”. La violenza, nella forma sia eterodiretta che autodiretta, fisica o psicologica, ha una dimensione comune: è socializzata, ovvero si esprime attraverso la dimensione sociale, la relazione interpersonale. Mentre la violenza sta assumendo un’estensione e una intensità sempre maggiori nel nostro mondo, ci rendiamo conto che essa sta diventando sempre più strumento di potere accettato e condiviso a livello politico nazionale e internazionale.  L’aumento dei fenomeni riconducibili alla criminalità giovanile si interseca, a nostro avviso, con una violenza giovanile inedita: come svincolata, liberata dal controllo sociale anche sulla base del “modello politico violento in uso”, la violenza è spesso improvvisa, imprevedibile, inimmaginabile, totale. L’esposizione a una politica della violenza e alla violenza della politica probabilmente dovrebbe portare a riflettere sugli effetti già accertati dalla letteratura scientifica sulla “violenza assistita“. Prescindere quindi dalla doppia faccia del fenomeno violento – evento privato versus modello politico nazionale o internazionale condiviso – dal nostro punto di vista farebbe perdere di efficacia a qualsivoglia intervento, sia nella sfera personale/privata che pubblica. Questi i presupposti o le motivazioni dell’incontro odierno e, conseguentemente, le sue finalità.
  • Prof. Antonino Titone, Presidente di Proteo Fare Sapere Roma Lazio. Ha realizzato un importante intervento sulle attività e finalità di Proteo Fare Sapere Roma e Lazio. In particolare sulle attività svolte in collaborazione con P.A.R.V.A Casa delle Donne riguardo al tema al centro del convegno (Bullismo, Cyperbullismo, Violenza di Genere, Prevenzione dello stress lavoro correlato e il concorso “Storie di violenza e di liberazione” realizzato per tre anni e che ha visto grande partecipazione di studenti e docenti delle Scuole Secondarie di Secondo Grado del Lazio)

Contributi delle relatrici e dei relatori convenuti:

  • Anna Grazia Pieragostini, Dirigente Scolastica dell’IC di Fabrica di Roma: Ha relazionato su “La relazione educativa” incentrata sul valorizzare, nel contesto scolastico, la relazione autentica, la dimensione emotiva, l’ascolto attivo. Educare all’affettività, al clima di classe, alle dinamiche interpersonali come parte fondamentale del processo di apprendimento.
  • Rosanna GilibertoAssessora alle Politiche Sociali ed Educative e Dirigente Scolastica dell’IC di Tuscania. Ha trattato il tema della “Scuola e politiche sociali: una responsabilità condivisa per il benessere delle nuove generazioni“: Ruolo strategico della scuola come presidio educativo e sociale nella prevenzione del disagio giovanile, collaborazione strutturata tra istituzioni scolastiche, enti locali e servizi territoriali. Buone pratiche per la costruzione di reti di supporto agli studenti e alle famiglie per intercettare fragilità, promuovere inclusione e tutelare il diritto al benessere e alla crescita di ogni ragazza e ragazzo.
  • Sonia Maria MelchiorreDocente e Presidente del CUG (Comitato Unico di Garanzia), UNITUS. Ha realizzato un intervento incentrato su “Le parole per (con)vincere e le azioni per rassicurare. La centralitá del CUG nella vita della comunitá UNITUS“: Descrizione, analisi e valutazione delle attività di formazione e proposte per il futuro
  • Bianca PiergentiliRete degli Studenti Medi Lazio. Si è espressa riguardo “L’esperienza della Rete degli Studenti Medi: osservazioni, riflessioni, proposte” Analisi delle realtà studentesche sul territorio, interventi e proposte future
  • Raimondo RaimondiPresidente della Consulta del Volontariato di Viterbo. Ha realizzato un’interessante intervento riguardo la “Cittadinanza attiva e volontariato: la scuola come bene comune“: Il Volontariato e l’educazione alla cittadinanza attiva attraverso i patti di collaborazione fra genitori, studenti e istituzione scolastica per la cura della scuola come bene comune
  • Christian PacelliPsicologo della Polizia di Stato di Viterbo. “Sull’alleanza scuole-famiglie-istituzioni”: Partendo dall’esperienza come psicologo della Polizia di Stato e dagli interventi di prevenzione nelle scuole, sarà presentata una riflessione sul ruolo spesso invisibile di queste ultime nel salvare vite. Gli interventi formativi sono concepiti come pratica dell’empatia, non insegnamento teorico, per contrastare in modo efficace bullismo e disagio giovanile e costruire la necessaria alleanza scuole-famiglie-istituzioni.
  • Francesco CròPsichiatra della ASL di Viterbo. Con il suo intervento riguardo il come “Riconoscere la sofferenza psichica”, ha parlato del contributo delle scienze psicologiche e psichiatriche per orientarsi nel riconoscimento dei principali disturbi e malesseri di natura psichica in età giovanile e sulle possibili strategie di intervento

Seconda Parte

Dibattito: interventi dal pubblico
Conclusioni per proposte future

Ci sono stati vari interventi da parte del pubblico presente, in maniera particolare da parte delle studentesse e studenti presenti. Da parte di tutti è emerso il desiderio di come questo argomento e questi tipo di coinvolgimento debba avere un seguito.