FLC CGIL Rieti – Roma Est – Valle dell’Aniene e Proteo Fare Sapere Roma e Lazio promuovono il convegno “Indicazioni Nazionali 2025: conoscere per reagire, discutere per cambiare”.
Svoltosi online il 13 aprile, ha proposto una riflessione critica sulle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo.
I temi affrontati sono stati molteplici: innovazioni pedagogiche, costruzione del curricolo verticale, sviluppo delle competenze chiave, metodologie didattiche attive e strumenti per la progettazione educativa.
Nel suo intervento introduttivo, Fabio Bocci (pedagogista) ha evidenziato come la revisione del documento risponda a una precisa visione culturale e ideologica, sottolineando tuttavia la mancata integrazione di molte osservazioni emerse nel dibattito pedagogico.
Anche Cristiano Corsini (pedagogista) ha ricostruito la genesi delle Indicazioni, mettendo in luce le numerose critiche ricevute, relative soprattutto alla scarsa complessità, all’impostazione trasmissiva e a una visione dell’identità poco attenta all’eterogeneità culturale, oltre che alla considerazione del talento come una dote innata. Vi è dunque un generale consenso nel rilevare la presenza di una regressione culturale.
Tuttavia, viene riconosciuto anche un arricchimento rispetto alle Indicazioni Nazionali del 2012: un esplicito richiamo alla funzione formativa della valutazione. La valutazione è un processo complesso, dinamico, in cui il feedback è centrale. Inoltre, si nota la presenza di un lessico più preciso, di una maggiore enfasi sulla collegialità e condivisibilità. Ciononostante, pur definita formativa, la valutazione rischia di ridursi a uno strumento selettivo e burocratico, privo di una reale connessione con le decisioni didattiche. Vi è una progressiva deresponsabilizzazione dell’insegnante e un mancato riconoscimento della valutazione in itinere come espressione della libertà di insegnamento.
L’intervento di Alfonso D’ambrosio (dirigente scolastico) ha proposto una lettura più operativa, soffermandosi, tra le altre cose, sul curricolo come strumento centrale per la progettazione educativa. Secondo i dati, solamente 4 scuole su 10 utilizzano il curricolo istituzionale come dispositivo. Il dirigente scolastico ha sottolineato l’importanza di costruire curricoli “ad alta leggibilità”. È stata inoltre evidenziata l’introduzione dell’intelligenza artificiale e la necessità di un suo utilizzo critico e consapevole.
Un curricolo funziona quando:
a. Guida la progettazione
b. Rende visibili le scelte
c. Connette didattica e valutazione
d. È leggibile dai docenti
Inoltre, un curricolo ad alta leggibilità contiene:
a. Nuclei fondanti
b. Conoscenze essenziali
c. Progressioni
d. Compiti-ancora
e. Evidenze e rubriche
Le indicazioni ci invitano a costruire una scuola capace di riflettere e di rispondere alle sollecitazioni del nostro tempo. L’ Intelligenza Artificiale non può essere eliminata, ma non viene richiesta un’intensificazione d’uso. Dobbiamo pensare di più, in maniera più critica e consapevole. Solo attraverso un pensiero più consapevole è possibile immaginare e costruire un percorso di crescita realmente significativo.

